Pagina:De Gubernatis Galateo insegnato alle fanciulle.djvu/60

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continua lite? Perchè si contendevano l’onor del trono. — Perchè Mario e Silla, Cesare e Pompeo sacrificarono la pace di Roma per superarsi? Perchè si invidiavano. — Perchè Elisabetta, figlia d’Arrigo VIII e d’Anna Bolena, e regina d’Inghilterra fu così crudele con la disgraziata sua cugina Maria Stuarda, regina di Scozia? Perchè ne invidiava la rara bellezza, il sottile e colto ingegno e l’egregia bontà. Ed esempi di delitti cagionati dall’invidia a centinaia ne troverai nella storia, grande maestra della vita, quando più diffusamente e con ordine la studierai.

L’invidia ha per contrapposto, come non ignori, l’amor fraterno. Ama il tuo prossimo come te stesso e ti salverai. Chi ama, gode del bene altrui, soffre dell’altrui male, come del proprio: ed il galateo, non meno della Religione, prescrive di esprimerci sempre con forme squisite in modo da non lasciar dubitare della sincerità di questi nostri affettuosi e nobili sentimenti. Perciò in famiglia, in iscuola, in società una fanciulla ben educata è pronta ad accusarsi de’ falli che le avvenisse di commettere, se ne mostra dispiacente, ne domanda tosto scusa, come altrove t’ho già detto, perdona le mancanze altrui e rileva gli altrui pregi, tacendo i suoi.

Clotilde è una fanciulletta della tua età, Mariuccia mia, ma così buona d’indole e di cuore, e così bene educata, che desta simpatia ed ammirazione in quanti l’avvicinano! Quand’ella vede qualche ragazza male avvezza, capricciosa