Pagina:De Marchi - Demetrio Pianelli, 1915.djvu/110

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sone, che avevano servito qualche volta ai grandi pranzi di casa Chiesa, e più di duecento tovagliolini di tela eguale, ben grandi da imbacuccare un uomo; quattro dozzine di lenzuola di tela nostrale del 1840 e una grande quantità di foderette e di asciugamani.

I coniugi Pianelli menarono subito una vita in grande.

Non si nasce lord Cosmetico senza avere il gusto delle belle cose e non si sposa una bella donna senza il desiderio di comparire e di farla comparire.

Già il primo anno si cominciò a spendere senza giudizio, dando fondo a quel migliaio di lire che il babbo aveva anticipato sulla dote.

In casa Pianelli non si conoscevano le famose grettezze di mamma Teresa, che metteva in disparte i gusci e i mezzi solfanelli!

A desinare erano sempre due piatti con frutta e dolci: a colazione si beveva fior di vin di Marsala: la sera si passava al Caffè Biffi, in Galleria, o ai giardini pubblici, o a teatro. D’autunno o era un viaggio sui laghi o un mese di campagna a Erba o a Besana Brianza.... E per questa strada il povero Cesarino aveva finito coll’andare in carrozza.

— Eccola qui la carrozza! — mormorò Demetrio, alzando di nuovo gli occhi sul carro funebre, che, passata la chiesetta di San Bar-