Pagina:De Marchi - Demetrio Pianelli, 1915.djvu/122

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 112 —

qui, corpo di un cane! e quando non si ha da fare il signore si lascia stare, si paga prima, e soprattutto non si deprezzano gli stabili.... Uomo avvisato.

— Io vedrò.

— Uomo avvisato! — replicò il padrone, voltando le spalle. Fece quattro passi fino in fondo al portico, si voltò e gridò ancora a Demetrio: — Uomo avvisato!

Quando Demetrio non fu più a tiro, la tempesta si scatenò sul Berretta, che non aveva chiuso coll’arpione l’uscio del solaio.

— C’è la mamma? — chiese lo zio ad Arabella che venne ad aprire l’uscio.

— È ancora a letto.

— Quando siete tornati?

— Ieri.

— Chi vi ha accompagnati?

— Il sor Paolino.

— Va a dire alla mamma che son qui.

— Resti servita in sala.

Arabella condusse lo zio in un gabinetto celeste pallido, e corse a svegliare la mamma, che, stanca del viaggio e dell’emozione, dormiva ancora.

A Demetrio tremavano un poco le gambe. Tre semestri in arretrato, oltre il resto!

— Mamma! — disse sottovoce la bambina, mettendo una manina leggiera sulla fronte di lei. — C’è qui lo zio Demetrio.