Pagina:De Marchi - Demetrio Pianelli, 1915.djvu/138

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sere fredda per non essere velenosa, soggiunse:

— Scusate, questi debiti io non posso pagarli....

— Lo so, non è la prima volta che non potete pagare i vostri debiti....

Questa era la frase che il signor Isidoro aveva messa in bocca a sua figlia nel caso preveduto che Demetrio si fosse fatto avanti coi soliti raggiri, e alludeva alla famosa dote di mamma Angiolina.

Demetrio ricevette il colpo in pieno petto, chiuse gli occhi, impallidì sotto la scorza dura e nera del suo viso color patata, mosse una mano quasi volesse col gesto aiutare la parola a venire fuori; ma un groppo di pianto stizzoso e furibondo lo strozzava alla gola.... Col dito secco segnò tre volte il fascio dei conti che lasciava sul tavolino, si rannicchiò nelle spalle, sempre con la bocca impiombata dall’ira e dal dolore, e uscì dalla saletta senza dir nulla.

Un grimaldello non avrebbe potuto aprire quella sua bocca impiombata di dolore e di sdegno.

Uscì, traversò la cucina, smarrito, mal pratico dell’appartamento, passò in mezzo ai due bimbi seminudi che picchiavano e strillavano di fame, e finalmente trovò l’uscio dell’anticamera.