Pagina:De Marchi - Demetrio Pianelli, 1915.djvu/331

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che me l’avevano rubato; chi diceva che lo avevo perduto per via; chi questo, chi quello; e per una settimana ho voluto impazzire inutilmente. Allora mi venne in mente di far interrogare madama Anita, che sta a Milano in contrada di San Raffaello, quasi sotto il Duomo; e come se la cara creatura lo vedesse in uno specchio, mi fece rispondere:

«Cerchi l’anello e l’hai nella mano! Guarda nel guanto».

— Sono andata a vedere e c’era proprio come essa aveva detto.

— Mi ricordo. E così?

— Io dico: come madama Anita ha potuto indovinare allora, potrebbe, coll’aiuto di questi capelli, trovati per miracolo, indovinare ancora. Molte mie compagne di scuola hanno saputo con questo sistema quando dovevano maritarsi e chi dovevano sposare. Sarà, non sarà magnetismo, io non voglio decidere, ma tentare non nocet e se ne sentono di quelle che fanno restare incantati. Anche il dottor Fiore, che non è una donnetta — anzi stenta a credere anche le cose necessarie — dice che la scienza non sa definire, ma che qualche cosa c’è. Se fossero proprio cose del medio evo, non si vedrebbero annunciate fin sulla quarta pagina della Perseveranza, che tu dici un giornale serio. — Va bene? — Mada-