Pagina:De Roberto - Gli amori.djvu/108

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parecchi a certi altri; ma Donna Clara non mi corregge: riprende il volume, rilegge il componimento, lo traduce in francese, e si passa la lingua sulle labbra.

«Secondo lampo. Io penso, e mi stupisco di pensare, che se Donna Clara si tagliasse la mani e la testa, tutto ciò che si vede, quel corpo, sotto quella veste, forse potrebbe indurre in tentazione. Passa anche questo lampo; ma Donna Clara, seguitando a discorrere tranquillamente del più e del meno, accavalca una gamba sull’altra, si rovescia di più sulla poltrona e di tratto in tratto mi guarda... E’ dunque possibile? I miei sensi sono pervertiti fino a questo punto? Mi lascio sedurre da un profumo, dal taglio di un abito, fino a rimaner lì, imbarazzato, col cappello in mano, senza trovar nulla da dire?... Sostiene ella stessa la conversazione; io rispondo qualche monosillabo; a un certo punto faccio per congedarmi. «Così presto?» dice; «fermatevi un altro poco!» E suona, per il the. Prendendo il the si parla di viaggi; Donna Clara s’alza e va a cercare una cartella di fotografie. Me le mostra ad una per volta, e siamo così vicini che il suo profumo mi dà alla testa. Per fortuna le fotografie finiscono, e torniamo a sedere. Vedo che imbruna e ritento di andarmene: nuovo invito a restare «... se non avete meglio da fare...» Seggo a un altro posto e Donna Clara racconta una storia. Non ascolto neppur una delle sue parole, tutto occupato dalla stranezza di quel che avviene in me. Ma io debbo essere ammalato! Pensare: Donna Clara!... Quarantotto anni!... Forse anche quarantanove!... E quelle mani! E quel naso! E quei denti!... E se i miei amici sapessero?... Che cosa diranno se sapranno una cosa simile? Dove andrò a nascondermi?... E se Donna Clara si offende e non lascia che?... Via! via! Non facciamo sciocchezze!... Torno in me, afferro a volo il soggetto del suo discorso e mi rimetto in carreggiata, rispondendole, interrogandola. La sua storia finisce ed ella chiama, per il lume. Alla luce della lampada che il cameriere ha acceso io mi stupisco della rapidità con la quale il