Pagina:De Roberto - Gli amori.djvu/119

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occhi, turbato e quasi oppresso. Egli non era solo, un giovanotto suo connazionale lo accompagnava. Dovevano partire il domani per Malta e Tunisi, e non sapevano come occupar la serata in quella piccola città che, racchiudendo tante memorie d’un grande passato, è troppo sprovveduta delle attrattive della vita presente. L’artista sarebbe andato a letto se avesse potuto dormire, se la contemplazione del capolavoro non l’avesse sconvolto come ci sentiamo sconvolti incontrando una troppo bella creatura di carne e d’ossa. Seguì pertanto, sperando distrarsi, il suo giovane amico, al quale la vista della Venere aveva messo addosso un’altra febbre, meno pura e più facilmente guaribile. Nonostante il contrario consiglio di un cicerone di piazza, l’acceso giovanotto volle andare in cerca di veneri vive; e la turpitudine del luogo e l’orrore delle due sole creature che lo popolavano non valse a tranquillarlo; scelta la meno orrida, andò con lei. L’artista restò solo, disgustato, pentito di aver accompagnato il troppo ardente amico, e con la mente perduta dietro la raffigurazione della sublime bellezza della statua, col rammarico di non essere vissuto ai tempi che gli artefici incontravano i viventi modelli di simili opere.

Siracusa! La Magna Grecia! La statua di marmo pario! La Venere callipige! Ateneo e Lamprido!... Egli ripeteva tra sè quei classici nomi, quasi assaporandoli, quasi esprimendone la secreta virtù prima di abbandonare i memorabili luoghi dove forse non sarebbe tornato mai. I luoghi erano immutabili, ma come il tempo aveva compito l’opera sua! Il teatro era vuoto, vestito d’erba; il tempio di Diana era divenuto una mediocre cattedrale di provincia: non più Dionisio udiva dall’alto dell’orecchiuta latomia le voci dei prigionieri; il papiro dell’Anapo dava inutilmente al vento le verdi chiome vegetali, spodestato dalla carta fatta di stracci. E che cosa era divenuta la razza, l’uomo e la donna, dopo tanti miscugli di sangue? Come paragonare, senza sentirsi stringere il cuore di pietà e senza fremere di sdegno, la statua del Museo alla turpe creatura che gli stava dinanzi e che tentava di eccitarlo?... A un tratto