Pagina:De Roberto - Gli amori.djvu/162

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riprodurre la realtà volgare dalla quale siamo circondati? Purtroppo di certe cose e di certi spettacoli non possiamo farne a meno come vorremmo; e se ci disgustano quando sono veri come è possibile gustarne la rappresentazione? Perciò io non leggo più Zola. Riconosco benissimo che è un forte talento, un genio anche, se vogliamo; ma è troppo brutale, urtante, sconveniente addirittura. Quella Terra, per esempio: non ho potuto andare oltre i primi capitoli, ma proprio non ho potuto. E’ una cosa veramente dispiacevole che un’artista di quella forza lì si perda in mezzo al sudiciume. E poi dite quel che vi piace, un libro deve insegnare qualche cosa, deve procurare di renderci migliori. Io non faccio la predicatrice; certamente sappiamo tutti che la vita è quella che è, ma quando uno prende la penna in mano deve venirci a dire qualcosa di diverso, di nuovo, d’interessante. Deve interessare il cuore e divertire lo spirito sopratutto; e che cosa volete? Zola non mi diverte e tanto meno m’interessa. Mentre Ohnet! Ed anche Feuillet! Ma Ohnet specialmente! Quel Padrone delle ferriere! Quella Contessa Sara! Che verità e che fascino! Che scienza del cuore umano! Ecco come tutti dovrebbero scrivere! Ma quando si prende in mano uno di questi libri, io non so: è impossibile più metterli da parte, bisogna andare sino in fondo, sino a perderne il sonno e l’appetito. E il Romanzo d’un giovane povero! Romanzo e commedia, due capolavori! Nella commedia recitai anch’io una volta, in casa Critta, a Bologna: il teatro m’ha sempre affascinata: se non avessi potuto darmi al canto a quest’ora sarei già sulle scene di prosa. Cesare Rossi mi fece l’anno scorso una mezza proposta: non era splendida, naturalmente, per una esordiente; ma l’avrei accettata a ogni modo se non avessi avuto di meglio...»

«Così il discorso svolgevasi, inesauribile, passando da un argomento all’altro, con giri tortuosi, con salti improvvisi; ed io restavo sempre lì, immobile più di prima, ma non più attento, anzi molto lontano, infinitamente lontano da quel luogo e da qu