Pagina:De Roberto - Gli amori.djvu/170

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


in un vezzoso atteggiamento delle labbra ed era, insomma, una stranezza di più. — Non vedi? Una cicatrice. E’ stato un colpo di coltello: potevo morirne. Trapassò il polmone; quando fui guarita stetti tanto tempo tossendo. Il mio amante mi fece questo, per gelosia; mi voleva bene!

E mettendo tratto tratto una mano sulla spalla del suo cliente, costringendolo a prestarle attenzione, esclamando: «E senti!... e ascolta!...» narrò la storia. L’amante suo, al quale non faceva senso la rivalità di tutta la folla, aveva impeti di cruccio violento se ella accordava un sorriso o se rivolgeva più spesso la parola o se stringeva più forte la mano a qualcuno, al primo venuto. Le voleva proibire di muoversi, di parlare, di guardare! Proibirlo a lei che s’era ridotta a quella vita per non aver potuto tollerare l’obbedienza, che aveva abbandonato il marito per non soffrire il suo dominio, per esser libera di fare quel che le pareva?... E, da principio, l’amante non se la prendeva tanto con lei quanto con gli uomini dei quali era geloso: metteva mano alle armi per impaurirli e indurli a smettere. Quando ebbe dato e ricevuto molti colpi di bastone e di rasoio, s’accorse che sbagliava strada, che non doveva prendersela con gli altri ma con lei stessa. E allora cominciarono le minaccie terribili di morte e di sfregio. Non le parlava più se non con il coltello in mano, tenendola afferrata per il collo, facendole sentire il freddo della lama sulle guance, sulla gola, sul seno, alzando continuamente il braccio in atto di ferire. Ed ella esclamava: «Su, vediamo se sei buono!... Andiamo, presto!... Ma su!...» E poichè egli non riusciva a compiere le minacce, ella gli consigliava compassionevolmente: «Vattene, piuttosto, e non ci tornare più... Non è affar tuo!... M’hai seccato, insomma!...» Finchè un giorno che le aveva ingiunto con più furore di smetterla e che ella gli aveva risposto con maggiore durezza: «No! Vattene, se non ti piace! Ammazzami, se sei buono!...» egli aveva gettato un grido, affondando l’arma con tutte le sue forze. Subito dopo s’era messo a fare come un