Pagina:De Roberto - Gli amori.djvu/253

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ingegno artistico pieno di promesse, e — circostanza che doveva agire più d’ogni altra sullo spirito di quella donna — era stato più fortunato di me nell’amore. Io l’avevo sedotta per i miei dolori, ma le fortune di lui dovevano ben altrimenti far lavorare la sua imaginazione. E col cuore sempre più chiuso, riconoscevo che l’effetto temuto si produceva... Ora bisogna che io insista un poco su questo punto, perchè non comprendiate più di quel che dico. L’amore di lei per me non era già intepidito, ella me ne dava prove sempre più eloquenti, nè io avevo assolutamente nulla da rimproverarle; ma da certe domande che mi faceva intorno a quell’uomo, da una certa espressione che il suo sguardo prendeva quando si parlava di lui, da certi altri segni ancora più tenui, comprendevo che quella figura s’imponeva all’attenzione di lei. In una altra età, o più semplicemente in altre condizioni dell’animo, non avrei forse neppur notato quei segni; ma uscendo da prove funeste, con la dolorosa esperienza dei tristi processi sentimentali che distaccano lentamente un’anima da un’altra, io non potevo negar valore a quei sintomi. Se quell’uomo avesse tentato di esercitare attivamente la propria seduzione, che cosa sarebbe avvenuto?... Io non osavo rispondere; vedevo bene però che la mia pace, la mia fortuna, dipendevano da questo: che egli non facesse nulla per portarmela via.

«E questo appunto non era da sperare. Che cosa poteva impedirgli di tentar l’avventura? Non aveva nessun dovere verso di me: ci conoscevamo da un pezzo, ma senz’essere quel che si dice amici — e quand’anche!... L’idea che quella donna non era libera, la passione della quale tutti mi sapevano oggetto avrebbe potuto arrestare ogni altro — fuorchè lui. Egli aveva le teorie dei conquistatori di mestiere, che deridono la passione, disistimano le donne, le credono capaci di tutto — ragione per la quale esse li ammirano... Poi, egli doveva aver coscienza dei suoi vantaggi su me; poi, con la sua esperienza di queste cose, una visita di cinque minuti aveva dovuto bastargli per comprendere di non essere il primo venuto per lei...