Pagina:De Roberto - Gli amori.djvu/38

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ella udrà che cosa fece, per questa sete, il mio Protagonista.

Era la prima volta che aveva denaro da buttar via, e alle miserevoli creature che annegano la tristezza nel vino egli pagò da bere. Voleva forse annegare la sua propria tristezza? No, non era triste; era risoluto, cosciente di sè; aveva precisamente deliberato di fare ciò che faceva. Pagò del vino di Sciampagna, il vino delle cortigiane, e ne bevve anch’egli; poi condusse con sè una di quelle sciagurate. Seppe scegliere: in mezzo alle maschere di belletto e di cerussa, alle forme deturpate dal vizio, alle animalesche bellezze destituite d’ogni espressione, egli vide e preferì la figura più umana. Denudato, il corpo della Mercenaria appariva perfetto. Come mai, dirà ella, poteva costui giudicare intorno a questa perfezione, se ancora non aveva visto altre donne? Vive donne non aveva vedute; ma la pura idea della Bellezza che l’arte miracolosa ha saputo esprimere dalla greggia realtà gli stava da tempo dinanzi agli occhi dell’anima; e di che senso d’arte egli fosse e sia dotato, dissero e dicono i prestigi delle sue opere. Quand’anche il suo giudizio d’allora non paresse troppo attendibile perchè egli non aveva termini di paragone, i paragoni che più tardi istituì, nel corso d’una molto variata e sagace esperienza d’amore, gli fecero riconoscere che non l’accesa imaginazione nè la violenza dei desiderii conferivano a quella donna qualità che non possedeva, ma che veramente egli si trovò, per un caso fortunato e troppo infrequente, dinanzi a una grande bellezza avvilita.

Dunque la sua vista pascevasi alfine del fantasticato spettacolo, questa volta alfine non i sogni lo visitavano; materiata di elastiche polpe e di purpureo sangue, palpitante di vita, docile e pronta gli stava al fianco una donna, la Donna. Perchè, dove ogni altro avrebbe visto una femmina, il Protagonista, dimentico del luogo che l’accoglieva e del mestiere che vi esercitava, o non dimentico, anzi cosciente di queste cose, vedeva e sentiva che, nonostante, la creatura distesa accanto a lui era la creatura aspettata e promessa, il sospiro delle