Pagina:De Roberto - Gli amori.djvu/75

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io si metteva allettando un uomo, un maschio? La sua ingenuità e la sua inesperienza furono stupite e sdegnate dalla troppo naturale conseguenza della sua condotta? Oppure aveva ella l’abitudine di queste cose, e mutò improvvisamente atteggiamento per paura del parente, degli ospiti, essendosi forse accorta che avevano scoperto quel che avveniva? Gli scrupoli di delicatezza di quell’uomo che non volle essere brutale nel primo convegno — e nell’unico! — furono fuori di luogo e la offesero? Aspettava ella che tutto si fosse compito in quell’unico convegno e fu poi così severa con lui perchè, avendogli perdonato la freddezza dei primi giorni, non gli perdonò che restasse con le mani in mano quando si trovarono soli l’una dinanzi all’altro? Se egli non fosse restato con le mani in mano, sarebbe stato felice? Oppure l’avrebbe vista risollevarsi, sonare il campanello e chiamar gente e metterlo alla porta? Doveva egli dunque lasciar sempre cadere inascoltate, come aveva fatto sul principio, le provocazioni della dama? Se costei si sdegnò contro di lui dopo quel che accadde, non si sarebbe sdegnata di più, anzi non avrebbe riso di lui, vedendolo impassibile agli iterati inviti? O con tutte quelle parole e quegli atti non credeva di invitarlo a niente, tale e quale come se gli avesse parlato della pioggia e del bel tempo?...

Ella vede, cara amica mia, che questo indovinello appartiene al genere dei logogrifi: la serie delle combinazioni che io potrei proporre al suo acume è molto lunga. Tralascio tutte le altre, e sarà già un bel fatto se ella riescirà a risolvere quelle che le ho già