Pagina:De Roberto - Gli amori.djvu/78

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signore, e che, per la felice complessità della mente eletta, è anche apprezzato dai pensatori; un romanziere filosofo, poeta e critico, psicologo e osservatore. Non aggiungo altro, se no ella indovina chi è; ed io le dico i peccati, non i peccatori... Peccatore? Quest’uomo non ha nulla da rimproverare a sè stesso! Giudichi, piuttosto.

Egli che vive, poniamo, a Cosmopoli, va un giorno, poniamo, a Flirtopoli. Qui incontra, presso un’amica, una signora. Costei, bellissima fra le più belle, lo conosce di fama; ma egli resta poco tempo nella città dove è venuto a visitare qualche amico, e se pure lascia intendere alla dama l’effetto che la sua bellezza ha prodotto in lui, pure non crede di prolungare il proprio soggiorno per farle una corte d’esito incerto; e bastandogli la soddisfazione d’amor proprio provata nell’udire le lodi letterarie delle quali ella gli è stata larga, se ne parte, torna al suo paese, credendo di non doverla più rivedere.

Al suo paese, dopo un certo tempo, riceve un giorno una lettera della quale non riconosce la scrittura: questa lettera porta il francobollo di città. Egli corre alla firma, e vede il nome di lei... E’ dunque venuta a Cosmopoli? Per che motivo? E che cosa vuole da lui?... Egli legge la letterina; è brevissima: la dama gli dice che, essendo venuta a Cosmopoli per vederne le principali curiosità, avrebbe piacere di visitarne l’Arsenale; e che perciò si rivolge a lui, sperando ch’ei voglia accompagnarvela.

Dovrò io, cara contessa, spendere molte parole per dimostrarle lo stupore di quell’uomo? E’ vero che a Cosmopoli c’è un famoso Arsenale, la visita del quale nessun viaggiatore coscenzioso, che abbia meditato il suo Baedeker prima di mettersi in via, suol tralasciare; ma rivolgersi a un letterato per visitarlo non le pare che sia press’a poco come pregare un marinaio di guidarci per qualche valico alpino?... Ora se questa dama, appena arrivata a Cosmopoli, invita il nostro scrittore presso di lei con un pretesto discretamente ridicolo, non è naturale che egli pensi di non esserle ind