Pagina:De Roberto - Gli amori.djvu/94

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stinate ed immancabili vittime. La Principessa non aveva neppure questo conforto. Il passato di Don Giovanni, non che esserle ignoto, era stato anzi il massimo fattore della seduzione esercitatasi su lei. Chi nega la potenza seduttrice dei Don Giovanni, addebitando le loro fortune all’insania muliebre, è ordinariamente colui che nel secreto del proprio animo più invidia questa potenza e più si strugge di possederla. Altro è però accertarne l’esistenza, altro è definirne l’essenza. Si nasce col dono di piacere alle donne, come si nasce con la facoltà di condurre a bene gli affari. Ed a quel modo che i primi quattrini sono i più difficili da mettere insieme, così pure le prime conquiste costano sforzi maggiori. E’ nota ai fisici la potenza d’attrazione che risiede nei grandi cumuli di materia: vicino a una rupe il filo a piombo non cade più verticalmente ma s’inclina dalla parte del masso; le nuvole vagabonde corrono incontro alle grandi montagne. Qualcosa di simile deve accadere al morale, se tante creature non resistono al fascino di chi, avendo fatto strage dei cuori, sembra avere accumulato nel cuore suo proprio grandi tesori di sentimento...

La Principessa s’era dunque gettata nelle braccia di Don Giovanni senza ragionare, o meglio ragionando come tutti i veri amanti, agli occhi dei quali non esistono altre ragioni fuorchè quelle della persona amata. Rinunziava ella al suo posto nel mondo, ne affrontava i severi giudizii, andava incontro alle difficoltà materiali della vita, sacrificava la pace e l’onore del marito e — ahimè! — dei figli? Ma tutto ciò avrebbe dato a Don Giovanni la misura della passione che egli aveva ispirata! Era a lei vietato sperarne il ricambio, e il passato di quell’uomo escludeva la possibilità ch’egli si dedicasse tutto, sinceramente, ad un’affezione? Ma ella aveva tanto pensato e vissuto che non poteva più nutrire certe illusioni. Se l’eguaglianza sociale è una sublime utopia, della quale alcuni spiriti generosi prevedono il conseguimento in un avvenire più o meno lontano, chi potrà mai sognare che l’eguaglianza si estenda alle anime, ai cuori, alle coscienze degli uomini? L’esperienza