Pagina:De Roberto - Il colore del tempo.djvu/82

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74 la poesia di un filosofo


Qui tanta è la forza della persuasione, tanta la sincerità del sentimento, che la stessa forma diventa veramente poetica: è difficile esprimere più poeticamente il concetto scientifico secondo il quale la terra, già ardente, diventò abitabile quando i suoi fuochi si spensero. E così alla scienza egli sacrifica la fede; o per meglio dire, la scienza, la ragione, diventa la sua stessa fede.

Anche nel Zenith canta:

Les paradis s’en vont; dans l’immuable espace
Le vrai monde élargi les pousse ou les dépasse.
Nous avons arraché sa barre à l’horizon,
Résolu d’un regard l’empyrée en poussières,
Et chassé le troupeau des idoles grossières,
Sous le grand fouet d’éclairs que brandit la Raison.

È vero che, dal primo suo giorno, il genere umano ha dischiuso come un calice il cuore verso il cielo, e che nel cielo

Plane son grand espoir, de sa raison vainqueur;

ma il filosofo sa che non si può dare la scalata al cielo per andare a leggere negli stessi occhi di Dio; e il poeta narra pertanto la semplice impresa degli areonauti, i quali arrischiano la vita per osservare qualche fatto e prendere

qualche nota:

               La cause et la fin sont dans l’ombre;
Rien n’est sûr que le poids, la figure et le nombre:
Nous allons conquérir un chiffre seulement...