Pagina:De Sanctis, Francesco – Alessandro Manzoni, 1962 – BEIC 1798377.djvu/251

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Lezione XI

[IL MONDO INTENZIONALE
E LA CONCEZIONE DEI «PROMESSI SPOSI»]

Ecco dunque il mondo morale e religioso di Manzoni divenuto un mondo poetico. Non è ancora una forma, ma è già una concezione, la quale risponde a tutta la pienezza di quell’ideale.

In essa sono tre gruppi: uno che si potrebbe chiamar «positivo», il quale vi rappresenta quel mondo come esistente in questo o quel personaggio: Lucia, il padre Cristoforo, Federigo; un gruppo che si potrebbe chiamare «di opposizione», in cui quell’ideale è negato, contraddetto: don Rodrigo, il conte Attilio, Egidio, l’Innominato; e finalmente un gruppo «intermedio», in fondo buono, ma comico: don Abbondio, Perpetua, Agnese, don Ferrante.

L’autore avendo l’intenzione di creare non un mondo ideale, ma un mondo positivo e storico, questa concezione deve prendere una forma storica. Difatti, apriamo Manzoni e che troviamo? Comincia con un pezzo che dice cavato da una cronaca, scritta nello stile del secolo XVII, imitato con molta finezza, ciò che rivela l’uomo profondato non solo nella storia, ma anche nella forma letteraria di quel tempo. Vuol dare a credere ai lettori, cancellando ogni preoccupazione di un mondo artistico, che egli non intende far altro che raccontare una storia, tratta da un manoscritto e solo rammodemata. Se ciò fosse fatto come fa l’Ariosto, il Pulci, il Berni, il Boiardo, per seguire le antiche tradizioni, abbandonandosi insieme ai capricci dell’immaginazione, non porterebbe conseguenza.