Pagina:De Sanctis, Francesco – Giacomo Leopardi, 1961 – BEIC 1800379.djvu/211

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xxv. la morale di leopardi 205

quel valore che le dà l’immaginazione e il sentimento, e più queste forze sono educate e sviluppate, più cresce quel valore, ancorché sappiamo che sia tutto un’illusione.

Queste conclusioni morali sono la scappatoia, per la quale Leopardi sfugge alle strette mortali del suo intelletto. Lo chiamavano un misantropo, un nemico del genere umano. Ed egli può con questa scappatoia rientrare in grembo dell’umanità ed esservi tollerato.

Se non fosse una scappatoia, certo inconsapevole, ma fosse una persuasione efficace, Leopardi metterebbe il suo ingegno a’ servigi di questa causa, e sarebbe un potente apostolo di fratellanza e di solidarietà umana. Ma queste idee egli le fa valere nelle lettere agli amici, ai quali bisogna pur parlare un linguaggio umano, soprattutto nella lettera a Jacopssen, e le usa qua e là come attenuanti della sua dottrina fatalistica. In fondo il suo pensiero è questo, che così è il mondo, e così è l’uomo, e non c’è rimedio. Ammette in astratto gli effetti salutari di una buona educazione fisica e morale e di una confederazione umana, ma non ci ha fede, non crede possa avvenire, e non ci mette di suo che la tesi, una semplice enunciazione così di passaggio.

Nondimeno, anche ammessa nella sua crudità irrimediabile quella sua vanità del tutto, una certa condotta morale nella vita pratica è possibile. Qui gli soccorrono i greci, massime gli stoici, la cui morale intendeva appunto a sostenere l’uomo in mezzo ai mali e alle vicende di un mondo corrotto che si disfaceva lentamente.

Quando Leopardi si trova in momenti bui, proclama l’irrimediabile e il fatale con la disperazione di Bruto. Ma quando si accheta e si assuefà alla vita, trova la medicina nella morale stoica: «sustine et abstine». Il suo specchio sono i moralisti greci appartenenti a quella gradazione, e li volgarizza, e di là estrae pensieri e osservazioni.

S’è visto ch’egli pregò e strapregò lo Stella a pubblicargli que’ suoi volgarizzamenti, venuti poi in luce dopo la sua morte. Gittando un’occhiata sulle osservazioni ch’egli vi aggiunge, si può vedere quali erano le sue idee morali in quel periodo relativamente tranquillo della sua vita.