Pagina:De Sanctis, Francesco – Giacomo Leopardi, 1961 – BEIC 1800379.djvu/258

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252 giacomo leopardi

In questo modo di scrivere c’è del nuovo: non sono le solite lamentanze, a cui l’indifferenza filosofica toglieva ogni colore; c’è qui dentro il sospiro e la lacrima, c’è la partecipazione dell’anima. «Il perfetto scrittore italiano», come Giordani lo aveva preconizzato, continua così:

Quest’anno passato (in Firenze) tu mi hai potuto conoscere meglio che per l’addietro; hai potuto vedere ch’io non sono nulla: questo io ti aveva già predicato più volte; questo è quello che io predico a tutti quelli che desiderano di aver notizia dell’esser mio. Ma tu non devi perciò scemarmi la tua benevolenza, la quale è fondata sulle qualità del mio cuore, e su quell’amore antico e tenero che io ti giurai nel primo fiore de’ miei poveri anni, e che ti ho serbato e ti serberò fino alla morte. E sappi (o ricordati) che fuori della mia famiglia tu sei il solo uomo il cui amore mi sia mai parato tale da servirmene come di un’ara di rifugio, una colonna dove la stanca mia vita s’appoggia.

Nel 1819 diceva: «Io sono già vissuto», e scriveva gl’Idillii; nel 1828 dice: «Io non sono nulla», e indovini dalla forma insolitamente colorita che già risorge, già ha sacrificato alla Musa. Ci è il sentimento della sua infelicità, non sonnolento nella sua indifferenza filosofica, ma vivo e poetico; e lo vedi in quelli amore tenero giurato nel primo fiore de’ poveri anni», in quell’«ara di rifugio», in quella «colonna a cui s’appoggia la stanca vita». Giordani non ne capì nulla; non capì che il fuoco dalla cenere divampava, e gli risponde i soliti conforti. La dimora in Firenze, le nuove amicizie, le illustri conoscenze, le interessanti conversazioni, il vivo di una lingua divina non gli furono inutili, e fiorirono insieme con la salute sotto il dolce calore del clima pisano. Acquista un’alacrità insolita. Messa da banda col consenso dello Stella l’Enciclopedia, non senza avere accumulato materiali per nuovi lavori che gli giravano in mente, e posta mano alla Crestomazia poetica, l’ebbe condotta a termine in poco tempo. E insieme l’immaginazione gli si è svegliata, la facoltà del sogno ritorna, il passato gli si ripresenta vivo, quel lungo torpore ch’egli chiamava indifferenza è cessato. I nervi lo