Pagina:De Sanctis, Francesco – Giacomo Leopardi, 1961 – BEIC 1800379.djvu/293

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introduzione al corso leopardiano 287

grini, è l’Epistolario, dove lo scrittore è còlto nei più intimi segreti della sua anima, dove talvolta è sorpreso anche in veste da camera, anche nelle debolezze e nelle negligenze proprie dell’uomo.

Sono questi i materiali di cui intendo servirmi, specialmente l'Epistolario. So che questo produsse cattiva impressione in molti: essi si eran formato, con quella tale critica «a priori», ciò che Ranieri dice un «ideale di Leopardi». In un momento d’ira generosa, Ranieri disse: — Voi mi avete ucciso il mio ideale! — Sventuratamente, la storia è la grande omicida degli ideali. Quando in Germania, esaminando le poesie di Leopardi, s’era formato un concetto interessante per lo scrittore e per l’uomo, sopraggiunse l’Epistolario, e fu una spiacevole sorpresa. E finirono con dire che quel mirabile mondo leopardiano fosse non altro che il piccolo effetto della fame, della malattia, e della vanità dell’autore.

Prima di por fine a questa che chiamo introduzione al mio studio su Leopardi, toccherò un altro punto d’investigazione.

Chi vuol fare una critica, non solo deve avere una base di fatto, ma conoscere anche quella che si dice la letteratura di uno scrittore.

In Germania si dice «letteratura dantesca», «letteratura di Goethe», e intendono la raccolta di tutte le opinioni intorno a questi scrittori. Nessuno, in Germania, si mette a trattare una materia senza la piena cognizione di tutto quello che s’è scritto e pensato sulla materia; altrimenti i lavori sarebbero sempre un tornare da capo, il mondo starebbe sempre ad Adamo. Un lavoro è la elaborazione della materia, a pigliarla dal punto fino al quale era stata elaborata prima.

Intorno a questo c’è un lavoro molto esatto del nostro amico B. Zumbini, di cui ho parlato. Egli ha raccolto le opinioni de’ tedeschi e de’ francesi su Leopardi, e con un po’ d’ironia soverchia, ma scusabile con la baldanza giovanile che si compiace di trovare in fallo i più grandi, ha mostrato tutto ciò che di arbitrario e d’insufficiente si è detto in Germania intorno al nostro autore. Io mi contenterò di notare i risultati di questa letteratura leopardiana.