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154 la giovinezza

fantasia poetica. In questa produzione il poeta non sa quello che fa, appunto come la natura. I poeti primitivi sono assolutamente incoscienti, sono espressione spontanea e immediata di tempi tutto senso e immaginazione. Nei nostri tempi il critico e il filosofo coesistono nella mente, accanto al poeta; onde nasce una poesia riflessa. L’intelletto come tarlo penetra nella fantasia; ma nei grandi poeti la fantasia sommerge e sperde in sé il concetto, e lo profonda in modo nella forma, che solo più tardi un’acuta riflessione può ritrovarlo. Anche oggi si disputa quale sia il concetto della Beatrice e della Margherita, il che dimostra l’eccellenza di quelle concezioni. Leopardi ha dovuto conquistarsi lui il suo concetto, e si vede il lavorio della mente dalle sue fluttuazioni. Ma quel concetto diventò sua passione e sua immagine, e qui è l’eccellenza della sua poesia. Il suo concetto è una faccia del secolo decimottavo e decimonono, lui incosciente, che lo attinse nella vigoria e originalità del suo pensiero. Ma è poeta, perché quel concetto è lui, è la sua carne e il suo sangue, il suo tiranno e il suo carnefice, ed è insieme il germe che, fecondato nella fantasia, genera le più amabili creature poetiche. Le sue pili belle poesie sono quelle in cui la forma è vera persona poetica, di modo che il concetto vi apparisce come immedesimato ed obbliato nell’individuo, con appena un barlume della coscienza di sé. Cosi è nell’Infinito, nella Saffo, nel Bruto, nella Silvia, nella Nerina, nel Consalvo, nell’Aspasia. Quando il concetto non sia persona poetica, è necessario che sia almeno non una intellezione, ma uno stato appassionato dell’anima, o una visione della fantasia, com’è nei Salmi e nelle Profezie e negli Inni, e come nel canto Alla luna, in Amore e morte, nel Pensiero dominante. Al contrario, malgrado i fulmini di Pietro Giordani, tenni poesia mediocre La ginestra, dove la base poetica è occasionale, il concetto rimane nella sua astrattezza filosofica, e si esprime per via di argomentazioni e di ragionamenti. Dissi che, appunto presso al nostro vulcano, s’era spento quel vulcano poetico. Questa teoria della concezione, della fantasia, della situazione e della persona poetica; quest’obblio del concetto nella forma; questa incoscienza e spontaneità dell’artista fecero