Pagina:De Sanctis, Francesco – Storia della letteratura italiana, Vol. I, 1912 – BEIC 1806199.djvu/171

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

vii - la «commedia» 165

a domandarti: — Qual è il vero Dante? — Poiché ciascun cementatore ha il suo, ciascuno gli appicca le opinioni e passioni sue, e lo fa cantare a suo modo; e chi ne fa un apostolo di libertá, di umanitá, di nazionalitá, chi un precursore di Lutero, chi un santo padre. Cercano Dante dove non è, cercano i suoi pregi dove sono i suoi difetti; e qual maraviglia che il Lamartine alla sua volta, cercandolo colá e non vel trovando, si sia affrettato a conchiudere: «Dunque Dante non esiste»? Io ne conchiudo: — Poiché non è lá, cerchiamolo altrove. — La grandezza del dio non è nel santuario, ma lá dove si mostra con tanta pompa, al di fuori. A forza di cercar maraviglie in un mondo ipotetico, non vediamo quelle che ci si affacciano innanzi. Parlando a coro della dignitá della Commedia e de’ veri e del senso arcano, si è data una importanza fattizia a questo mondo intellettuale-allegorico, se non fosse per altro, per la fatica che ci si è spesa. Se Dante tornasse in vita, sentendo a dire che Beatrice è l’eresia o la sua anima, che le arpie sono i monaci domenicani, che Lucifero è il papa, che il suo vocabolario è un gergo settario, e vedendo quanti sensi occulti gli sono affibbiati, potrebbe a piú d’uno tirargli le orecchie e dire: — Cotesto «arri» non ci misi io. — Ma gli si potrebbe rispondere: — Vostra colpa: perché non siete stato piú chiaro? Ci avete promessa un’allegoria: perché non ci avete data un’allegoria? La vostra figura non risponde appuntino al figurato: perché l’avete fatta sí bella? perché le avete data tanta realtá? In tanta ricchezza di particolari, dove o come trovare l’allegoria? E qual maraviglia che la stessa figura significhi una per me e una per voi? qual maraviglia che nella stessa figura si trovi di che provare la veritá di tre o quattro interpretazioni? E ci fosse solo un senso! Ma ci fate sapere che, oltre all’allegorico, ci è il senso morale e l’anagogico: dove trovare il bandolo? I vostri ascetici gridano che il corpo è un velo dello spirito; ma il peccatore fa di cappello allo spirito e adora la carne. E anche voi gridate che i versi sono un velo della dottrina; e, come il peccatore, piantate lí il figurato, e correte appresso alla figura, e la fate cosí impolpata, cosí corpulenta, che è un velo denso e fitto,