Pagina:Del danno che avverrebbe allo Stato Pontificio.djvu/25

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curerebbero con un diretto commercio? Se nò, come di nò è di fatti, si tranquillizzi, non tema che tutte le merci le quali, acquistate direttamente dai toscani sull’Adriatico, dovrebbero passare per la nostra strada, vi passeranno del pari, perchè o sia che le acquistino in Civitavecchia o le commettano ad Ancona, sempre avranno percorsa la nostra strada a rotaie prima che pervengano nelle loro mani, ed essi contribuiranno generosamente al mantenimento della strada e ad adequarne i prodotti alla spesa: che anzi meglio è più vi contribuiranno quando non v’abbiano comunicazione; perchè, dovendole ricevere in Civitavecchia, avranno tutte intieramente percorsa la strada dall’un mare all’altro, ed al contrario se potranno volgere per la Toscana, una sola parte ne percorreranno. E poi! Crede egli che senza l’unione della strada di Toscana, mancherà la nostra del sussidio di altre diramazioni? Non parlerò di quella delle romagne per l’alta Italia nè dell’altra di Napoli. Non farò parola di Roma che della strada siederà regina, ed a cui migliaia di stranieri verranno in ogni anno a recarle omaggio e tributo. Dirò solo che la strada da Civitavecchia ad Ancona ha due estese, immense, ricchissime diramazioni ne’ suoi due mari, per l’uno dei quali si attacca a Venezia, Trieste e comunica colle provincie nordiche dell’Europa; per l’altro si unisce alle nazioni tutte meridionali Europee, alle isole di Sardegna, di Sicilia, di Malta, all’Africa ed all’Asia. Potrebbe, senza la diramazione di Toscana, desiderarsi diramazione maggiore?