Pagina:Deledda - Chiaroscuro.djvu/265

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un po' a tutti 259


— Costantino Fadda si ride della gente del paese, capito hai? I nobili morti di fame non son degni di levargli lo sprone, a mio marito, e mio figlio, Istasi mio, potrà sposare una dama del Continente. Ma dov’è Barbara? Istasi mio, dov’è?

Con un grido d’amore materno si slanciò alla ricerca del figlio, non dimenticando di mettersi un fazzoletto di seta intorno al capo, delle volte le vicine non la vedessero alle finestre.

La serva disse sottovoce:

— Ella parla così dei nobili perchè è figlia di magnani. E lo voleva lei, il nobile, sì, anche se spiantato e libertino; don Micheli voleva, ma persino don Micheli le ha fatto la corte per burlarsene.

— Sta zitta, tentazione nera, — disse il servo stendendo al sole la pelle violetta del montone.

Ed ecco che proprio don Micheli passò nella straducola rocciosa in fondo alla quale rumoreggiava un torrentello verde: e pareva venir su come un fauno dai boschi, grosso e zoppicante, con la barbetta in su sul viso rosso e gli occhi luminosi di sparviero. Salutò e appoggiò la mano al bastone ficcato fra due pietre della strada; e sorrideva alla donna, dal basso, guardandola come la volpe l’uva.

— Non m’invita, sennòra Rughì?

— Che ha bisogno della mia miseria, don Mikè? — ella disse, curvandosi come affasci-