Pagina:Deledda - Chiaroscuro.djvu/30

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24 le tredici uova


chi splendevano appunto come due stelle sul cielo bruno della sera.

Col sangue rinnovellato le scorreva nelle vene un’insolita energia; e quando il marito tornò, ella seppe dirgli tante bugie che egli la guardò con rispetto e pensò:

— Quasi quasi ella diventa saggia e ponderata come la sua matrigna.

Mauru ripartì il lunedì mattina con la bisaccia delle provviste sulle spalle. Alcune vicine di casa che andavano alla fontana, lo raggiunsero, guardarono ridendo la bisaccia e gli chiesero:

— Ti ha dato buona roba tua moglie, Maureddu Pì?

— Roba buona mi ha dato; perchè, che vi importa?

— No, così! perchè lei digiuna, quando tu non ci sei, e anche tu, quindi, dovresti far quaresima.

— La vita del contadino è tutta una quaresima, — egli rispose, allontanandosi col suo passo lento d’uomo slombato.

Le nuvole salivano a frotte, scapigliate e selvagge, su da Monte Albo e da Monte Pizzinnu; e tutto il cielo sopra la vallata, da Orune a Nuoro, s’oscurava come al crepuscolo: anche sul viso del contadino pareva si stendesse quell’ombra mobile e triste.

Egli credeva d’essere molto furbo, e pretendeva che tutti lo rispettassero, specialmente dopo il suo matrimonio con Madalena. Le sue vicine, invece, lo deridevano appunto a