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Pagina:Deledda - I giuochi della vita.djvu/64

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56 per riflesso

tratta d’un figlio unico!... Benchè, — aggiunse, aprendo il portafogli e guardandovi dentro — benchè tu abbi guardato così il signor Tedde! Perchè lo hai guardato così? Perchè c’è qui l’acquardente? L’acquardente[1] non fa male: fa bene anzi! sono altre cose che fanno male, figlio mio.

Prese dal portafogli due biglietti rossi, li spiegò, li depose sulla tavola, e proseguì:

— Ebbene, sì, io mi ubbriaco. Che male c’è? Credi tu che io me ne vergogni? Non mi ubbriaco forse col mio vino? Tu non devi preoccuparti di ciò. Tu va, studia, divertiti, chiedi tutto quello che vuoi. Zio Verre è ricco come il mare, e ti manderà tutto quello che vorrai. Tu diventa un professorone; quando ritornerai io sarò morto, sarò dentro quest’ampolla; la vedi tu quest’ampolla? È piena di lucertole: le vedi tu?

Andrea ebbe un fremito.

— Egli vede delle lucertole — pensò amaramente. — Dunque è più che ubbriaco: è già in delirio. Ed io prenderò i danari suoi? Mai, mai, mai! È una truffa, è un delitto, una viltà. Non voglio nulla, io, non voglio nulla.

  1. Acquavite.