Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/123

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orecchio per sentire se la serva finalmente si degnava di tornare dalla spesa.

Ella fuggì inorridita. E per confortarsi, finalmente, andò in un luogo dove certo non poteva esser delusa: nella casa appunto di uno di quei potenti della terra ch’ella credeva capaci di offrire, oltre che laute colazioni alle persone di talento, bene e felicità a tutti i piccoli mortali.

Era un uomo davvero potente, portato ad esempio per la sua forza di volontà e di azione: non più giovane, ma neppure vecchio; uno di quelli che "guidano i destini della patria". Ed ella voleva vederlo non veduta, perché per lunghi anni quest’uomo in altri tempi, era stato il segreto pensiero, il fuoco della sua vita scolorita: perché anche lui era nato nel villaggio, donde aveva spiccato il volo come gli aquilotti delle roccie costiere.

Ella entra dunque trepidando nella casa di lui, e la casa è bella, più calda, più intima della casa del re; ma solo i servi l’abitano; la moglie del grand’uomo è in giro, e lui è nel suo ministero. Ella però non vuol tornarsene al villaggio senza vederlo: va al ministero e passa avanti a file e file di persone che nella sala d’aspetto pazientemente sperano di essere ricevute da lui. Altre sale sono piene di uomini e donne che