Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/131

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Se ne tornò indietro alquanto indispettito: non c’era neppure speranza di andare nel grande Emporio di commestibili e di piccole truffe dove a volte egli aveva il coraggio di penetrare come in una gabbia di galline, — e del pollaio c’era anche l’odore, — ad ammucchiarsi con le signore dai cappellini storti sbattuti dal vento della necessità, e coi padri di famiglia che sembravano, con la loro aria dignitosamente afflitta, tanti nobili decaduti; e neppure nella lucida pizzicheria dove almeno la truffa dava un senso di vanità aristocratica, e la sottile pizzicagnola gli sorrideva quasi amorosa, tutta bionda fra i suoi rosei salumi e le aringhe dorate con le quali aveva una strana rassomiglianza.

Tutto era chiuso; e il più chiuso di tutti, per lui, il cuore del suo prossimo; per cui non c’era neppure da sperare in un invito a pranzo.

Rifece la strada dei villini, si scontrò ancora con le coppie d’amanti litigiosi, e s’irritò. Perché s’irritava, se l’amore non lo interessava più? E perché s’irritava di non