Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/189

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Specialmente il forestiero si sentiva in stato di grazia: ogni tanto allungava la mano per stringere quella dell’amico, e si faceva forza per non lasciar cadere qualche lagrima dentro il bicchiere.

— Ti ringrazio, oh, ti ringrazio — gli diceva sottovoce. — Eravamo amici ma adesso siamo fratelli. La mia casa è la tua, il mio letto è tuo.

— Eh, ma ci dorme anche tua moglie.

— Non fa niente. Mia moglie è una donna religiosa: e religioso sono anch’io — riprese alzando la voce e declamando sebbene le parole gli zoppicassero in bocca. — Cristiano sono, cattolico e credente, e venero la nostra santa madre Chiesa e il Sommo Pontefice e quanto lui fa. Se per esempio egli volesse uscire io sarei il primo ad approvarlo. Le cose andrebbero meglio, se lui uscisse, se si mescolasse al gregge, portando intorno la sua benedizione.

Qualcuno si volse ad ascoltarlo. L’amico si sentì un po’ a disagio e ammiccava qua e là verso i suoi conoscenti per scusare il