Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/199

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Ho tenuto la promessa: ho portato io stessa alla vecchia la mia usatissima giacca di lana a maglia.

I bei giorni del cuore dell’estate se ne sono andati, e questo vasto cuore comincia a raffreddarsi come quello di un amante sazio; a giorni soffia il garbino, il più potente e odioso dei venti, che per le nuvole di sabbia che solleva dà alla spiaggia solitaria l’illusione del deserto, e fa tremare e retrocedere anche le onde più cattive.

Da qualche giorno non vedo più la vecchia e temo sia malata. So dove abita, e vado dunque a portarle la mia giacca.

Anche il paese è quasi deserto, con le lunghe file di casette che sembrano tanti torroncini; casette nuove di pescatori arricchiti: attraverso le finestre si vedono, sui cassettoni monumentali, servizi per liquori, conchiglie e colombi di marmo; e gli attaccapanni di ferro simili ad alberi che i primi freddi hanno spogliato degli innumerevoli stracci dei bagnanti.

Dopo il paese nuovo che corre al mare, il paese vecchio si raccoglie in sé con una certa fierezza; eppure è un vero nido di