Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/209

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tendendo giardino di tutti, e specialmente dei gatti del vicinato. È incredibile il numero dei gatti che vi si dà non innocente convegno e vi spadroneggia notte e giorno. Ci sono notti in cui, fra i gatti lussuriosi, l’usignolo sentimentale, i cani dei dintorni e la filosofica civetta, c’è tale un chiasso da far desiderare di essere piuttosto nel cuore di Londra.

La colpa è senza dubbio di Nerina.

Questa Nerina è un po’ come il nostro giardino: la gatta di tutti.

Gatti, ragazzi, signore e anche uomini serî, amano la bellissima Nerina silenziosa e indolente che entra da per tutto sempre ornata della sua pelliccia di lontra e dei suoi grandi smeraldi di occhi coi quali ti fissa come una bambina e come una donna galante.

Per conto suo lei ama solo il gatto che le fa comodo nei giorni dell’amore, mentre altri sei o sette le corrono intorno e si azzuffano ferocemente per lei, fino ad ammazzarsi come giorni fa è accaduto: ama il gatto, il formaggio, il pesce, e anche le chiacchiere delle donne. Sta sempre in mezzo a noi, quando ci riuniamo nel giardino, e si sceglie il posto migliore, se non pretende di venire addirittura in grembo.

È la sola che rispetti la roba del giardino: