Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/214

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pensando la sua cara ed affascinante visione.

Maria, io l’amo, l’amo, di un amore puro e sincero che nessuno uomo la potrà amare mai al par di me.

La mia felicità è per sempre perduta, la potrò ritrovare mediante una sua parola dove si concentra amore.

Aspetto la risposta con la testa confusa e spero in bene e anelo come le api anelano al calice profumato dei fiori.

Credo che lei non avrà a rifiutare il mio amore che va pazzo per lei. Mi scuserà il modo poco soddisfacente dello scrivere, causa...

Ricevete i più cari ed affettuosi saluti che partono da un cuore che palpita continuamente per lei suo devotissimo

N. N.
R. Guardia.


Questo è vero amore.

Io credo che nessuno di noi così detti letterati abbia mai scritto una simile pagina di passione, sebbene il nostro influsso si senta confusamente in quell’incarnarsi della Regia Guardia nell’ape anelante al calice profumato e anche saporito del fiore.