Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/215

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Ma dove ogni reminiscenza scolastica, se non la coscienza della propria impotenza letteraria, scompare, è in quest’altra lettera che la mia cameriera mi ha gentilmente prestato per questo mio scritto.

E me l’ha prestata forse per un po’ di gelosia istintiva di quell’altra, ma anche perché non la interessa se non come numero di una voluminosa collezione del genere ch’essa possiede; e perché le speranze e le tendenze di questo suo ammiratore sono andate in nube.


Signorina,

Dal dì che ho avuto la combinazione di vederla solo oggi mi permetto di scriverle per la prima volta per esprimerle tutto il mio amore e l’affetto che nutro per lei.

Non potendo più trovare un minuto di riposo che le mie pupille si affissano a guardarla che me tanto cara la sua visione come un’angelo del parasido.

Nel mio ritorno in caserma mi pare di aver sognato; nessuno potrà guarire il mio cuore solo accettare la sua delicata mano che tanto l’amo. Mi dovrà perdonare che lo dichiarato il mio amore con franchezza e corregere il mio scritto.

Spero che questa mia non andrà in nube