Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/267

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Il cane.

Nei felice mattino in riva al mare ho incontrato oggi un cane.

Tre contadini sedevano sulla sabbia, con a terra l’ombrello chiuso, le sporte, le scarpe che fanno pesante il cammino.

Il cane stava davanti a loro, fermo con le zampe nell’acqua, e attraverso le sbarre della museruola fissava le lontananze del mare come mi prigioniero.

Passando anch’io scalza nell’acqua lo guardai; poiché mi piace guardare negli occhi le bestie più che gli uomini che mentiscono.

Il grande cane mi guardò: aveva gli occhi verdi e dolci e una giovane faccia leale: e il dorso alto grigio macchiato di continenti bruni come una carta geografica.

Intese subito la mia disposizione di spirito, buona perchè era buono il tempo e il mare calmo, e mi seguì.

Sentivo i suoi passi nell’acqua, dietro di me, come quelli di un bambino; mi raggiunse, mi toccò lievemente col muso per avvertirmi ch’era lì, e come per chiedermi il permesso di accompagnarmi.