Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/44

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Era stanca. Stanca di lavorare inutilmente, di combattere contro tutte le piccole divoranti avversità dei giorni attuali, senza riuscir mai a rendere, se non contenti e ammirati, almeno tranquilli, il marito e il figlio. Specialmente col figlio, — perché il marito brontolava, sì, continuamente ma senza alzar la voce, — era un perpetuo dissidio; per le camicie stirate male, per il mangiare, per le calze rammendate, per la persecuzione di esser fatto alzare la mattina prima delle dieci, per la scarsezza dello spillatico, per le mancanze della serva scontate sempre dalla padrona.

Egli le diceva e non c’era cosa che a lei dispiacesse di più:

— Tutte le cose vanno male, qui, perché tu non sai comandare la serva.

E va bene: adesso la avrebbe comandata lui, la serva. L’angoscia, intanto, cresceva. Dove era andata la mamma? Certo, al suo podere, dove minacciava appunto di ritirarsi,