Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/45

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quando non ne poteva più: e meno male che la giornata era bella: e meno male che la sera prima ella aveva già dato l’ordine per la spesa del domani, e la serva era già uscita presto senza accorgersi della fuga della padrona.

Perché lo scandalo, anche, spaventava lo studente; lui che era fiero, in fondo, di aver una mamma così, giovane ancora e intelligente e che pure viveva solo per la casa e la famiglia.

L’angoscia cresceva: tuttavia il diavolo vi soffiava sotto un alito di gioia.

Quando la mamma minacciava di andarsene era questo stesso diavolo che suggeriva al giovine di gridare:

— Magari! Così saremo liberi della tua tirannia.

Libero! Libero, lui, di che? Di alzarsi tardi la mattina, di sgridare la serva e farle rilucidare le scarpe già lucidate; libero di tornare all’ora che gli piaceva per la colazione (sì, ma adesso il padre si rassegnerà a mangiare solo, e avrà la pazienza di serbargli calde, e sicure dall’avidità della serva, le sue porzioni?), libero...

Intanto una scampanellata alla porta lo