Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/58

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consapevoli dei loro diritti e della loro forza. Così si procurò l’odio e la maldicenza della rispettabile ma disorganizzata classe delle padrone di casa.

Però quando i suoi servi, il giardiniere, la cuoca e la cameriera che lo servivano da secoli, domandarono anch’essi l’aumento della mercede e i giorni di libertà accordati agli altri, rispose che se non erano contenti se ne andassero; ed essi naturalmente rimasero.

Un giorno venne solo la piccola serva, a portare una lettera. Questa volta egli stava nel suo grande studio con le vetrate aperte sul giardino che in quel mattino di giugno pareva, così fitto di rami tremolanti sull’azzurro, di rampicanti, di fiori di corallo, il fondo del mare.

Fatta entrare la ragazza, la squadrò da capo a piedi con disprezzo iroso, poi le domandò:

— Ma sei proprio al servizio tu? E non ti vergogni, allora, di andare vestita così, come una donna perduta?

— È la mia signora che mi regala i suoi vestiti vecchi, — ella rispose umilmente, — perché lo stipendio lo devo dare tutto a mia mamma vedova...