Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/75

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smette più: mi racconta una storia tragica del padre e di un fratello di lui che avevano una barca in comune e non andavano d’accordo e una notte partirono per la pesca e né la barca né il padre ritornarono più; e che lei, adesso, vive sola col nonno, un vecchio pescatore che manda lei a vendere il pesce per ricavare più soldi, e guai a lei se non lo vende bene. E sospira e sospira, ma continua a camminare rapida come spinta dal vento, finché arriviamo a un punto della spiaggia in direzione al quale, in mezzo a una distesa di tamerici, c’è una capanna che tante volte io ho veduto ed esplorato senza mai trovarci niente. La ragazza mi dice che la capanna appartiene al nonno, e vi si dirige, e io, mammalucco, la seguo: e stiamo lì ancora un po’ seduti a chiacchierare, finché mi accorgo che è quasi sera e mi scuoto trasognato.

Che cos’abbia questa ragazza io non so; è come si beva un filtro, quando si sta con lei: sento che se lei volesse mi farebbe disertare.

E non si lascia dare neppure un bacio, ma promette di tornare il giorno dopo e appresso.

E il giorno dopo e appresso sono sempre dietro di lei come un cagnolino, e non mi dò riguardo, tanto in disciplina per amore ci