Pagina:Deledda - Il nonno, 1908.djvu/100

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98 grazia deledda


tu hai la giovinezza. È quello che dico sempre ad Oja1

— Chi è questa Oja?

— La mia serva.

— È bella?

— Bella? Sì… cioè no! Non lo so, insomma. Chi ci ha mai badato?

— Ma se dite che è giovane.

— Questo lo so. Ha tutti i denti!

— Ahi, ahi, ziu Pascà!… — disse l'altro con malizia. — Avete detto che è straniera. Giovane, straniera, con tutti i denti! Ahi, ahi!…

Ma l'uomo grasso s'inquietò di nuovo. Egli non ammetteva certe malizie. Egli rispettava la sua casa.

— Se non comincia il padrone stesso, a rispettar la sua casa, chi gliela rispetta? Del resto, vale più il dito della mia serva che tutta la tua malizia, Juanne Pala! Oja è una santa. Se ha un difetto, anzi, è questo. Prega troppo. Digiuna continuamente e dice che vede i santi… Non apre mai la finestra. È buona massaja, ed io la terrò sempre con me. E se si sposa, il che è difficile, prenderò anche il marito al mio servizio. Ma ella non guarderà mai un viso d'uomo.

— Ecco la donna che mi conviene! — pensò Juanne Pala. Ma si guardò bene dall'esprimere il suo pensiero.

  1. Maria Antonia.