Pagina:Deledda - Il nonno, 1908.djvu/99

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l'apparizione 97


L'uomo questa volta non rispose, e il giovanotto non insistè nel suo scherzo. L'argomento era troppo doloroso per ziu Pascale, vedovo di due mogli. Sterili entrambe, vecchia la prima, mentre lui era ancora giovane, giovane la seconda, mentre lui era già quasi vecchio, l'avevano reso tanto infelice, che egli aveva finito col credersi perseguitato da qualche malìa.

Egli dunque non rispose allo scherzo del giovanotto, ma dovette risentirsene, perchè dopo qualche momento, mentre l'altro si lamentava perchè i suoi affari andavano male, tanto che era quasi ridotto alla miseria, gli disse con aria beffarda:

— Allora è il caso di proporla a te la vedova ricca e grassa!…

— Sì! Le donne ricche non mi vogliono! — ammise l'altro, modestamente. — Del resto mi basterebbe una donnina con qualche centinaio di scudi. E dove la trovo? Al nostro paese, voi lo sapete, vi sono poche donne ricche, e tutte pretendono di sposarsi con cavalieri: le altre sono povere in canna…

E continuò a lamentarsi. Ah, sì, egli era troppo magro per la vedova grassa! Sì, egli era troppo magro, mentre altri erano troppo grassi…

Ma ziu Pascale sbadigliava. Aveva paura che il giovinotto gli chiedesse denari in prestito.

— Ho ragione, ziu Pascà?

— Tu, piccola anima mia, tu hai torto, invece. Tu hai un tesoro che non tutti i grassi hanno: