Pagina:Deledda - Il nonno, 1908.djvu/165

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cattive compagnie 163


baffi neri dritti mettevano una nota ardita, mentre gli occhi celesti esprimevano una grande mitezza di animo. Sulla sua cravatta brillava una grossa perla, e tre ricchi anelli scintillavano sulle sue dita grassocce e rosee.

Egli parve molto felice di conoscere altri due sardi, e disse d'aver visitato anche il paese ove era nato Elia; infine si mise a disposizione dei due giovani sposi.

Sulle prime Elia diffidava. Il sardo è diffidente per natura: il giovane sposo, inoltre, era stato troppo raggirato e sfruttato durante la sua prima gioventù, per lasciarsi abbindolare nuovamente da un furbo qualunque. Egli avrebbe volentieri fatto a meno della compagnia del negoziante; ma l'uomo degli anelli aveva così belle maniere che anche a Pasqua sembrò un perfetto gentiluomo.

— Cominciamo dunque col visitare tutti assieme la chiesa di Santa Maria degli Angeli.

L'uomo degli anelli doveva essere anche discretamente colto, perchè cominciò a far nomi di autori e a indicare le più belle figure dei quadri.

Il vecchio Andria trotterellava dietro i tre giovani, e di tanto in tanto faceva qualche domanda interessante:

— E quanti metri può esser largo quel quadro?

— Quanto può costare questa statua?

— Tutta la chiesa quanto può costare?

Usciti di chiesa, si fermarono un momento nella piazza. Il lastrico ancora bagnato scintillava al sole, e lo zampillo della fontana si slanciava in