Pagina:Deledda - Il nonno, 1908.djvu/76

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74 grazia deledda


«La pregherei inoltre di farmi sapere se ha pubblicato altre novelle, e Le sarei grata se volesse darmi qualche sua notizia biografica, per una nota con la quale desidererei accompagnare la traduzione.

«Con la speranza di ricever presto una sua gradita risposta, la prego di credere ai sensi della mia sincera ammirazione.

«Elisabeth Kerker».

Serafino aveva sempre creduto che la gloria e la fortuna recassero un soffio ardente di gioia. Perchè dunque la lettera di Elisabeth Kerker, che per lui, in quel momento, rappresentava il colmo della fortuna e della gloria, gli dava quasi una specie di terrore?

Sulle prime egli non ebbe neppure il coraggio di rileggerla. Era un sogno? Volle convincersi del contrario guardandosi attorno e pungendosi la mano con una spilla: poi rilesse timidamente la lettera e la nascose, pauroso che qualche malevolo volesse rapirgli il suo tesoro.

Il suo primo pensiero, nel credersi già celebre, fu pur troppo la certezza che la gente invidiosa avrebbe fatto di tutto per avvelenarglì la sua gioia. Ma egli si sentiva più buono del solito; e pur temendola, compassionava la gente invidiosa