Pagina:Deledda - Il nonno, 1908.djvu/77

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novella sentimentale 75


che per lo più è invidiosa perchè infelice. Ed egli, finalmente, si sentiva felice: tanto felice che aveva paura.

Aprì la finestra e sedette davanti al suo tavolino. Tutto era triste, grigio, silenzioso; ma per lui s'era spalancato un orizzonte immenso e fiammeggiante. Non dimenticò mai quell'ora di ebrezza dolce e paurosa.

«Gentilissima signora,

«Accetto la sua proposta, e la ringrazio con riconoscenza. Se sapesse il bene che Ella mi fa!...

«Io non sono uno scrittore, ma poichè Ella desidera sapere qualche cosa di me, mi permetta di dirle che sono un umile maestro elementare, un povero giovane esiliato in un paese triste e selvaggio. Sono solo, così solo, così abbandonato in questa triste solitudine, che una voce amica, anche lontana, basta a rincorarmi e a farmi sperare. La sua lettera, gentile signora, mi è giunta in un momento grigio, quando l'idea della morte mi accarezzava con la soavità d'una carezza materna. Ignoravo persino la pubblicazione della mia novella. La scrissi durante uno dei soliti tristi periodi della mia vita, mentre mi trovavo al servizio militare, in un'isola ove sorge un penitenziario. La mia novella è interessante perchè sen-