Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/159

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Predu Maria, e Bruno ascoltò pensieroso ma calmo.

— Alzati; — disse, quando ella ebbe finito, e dandole del tu, — tutta questa è una brutta storia: però, ascoltami. Io adesso ritornerò nella foresta; tu devi aspettare tranquilla il ritorno del padrone, devi raccontargli come stanno le cose e andartene immediatamente se egli te lo ordinerà. Potrai andare dalla mia padrona di casa: è come se tu fossi presso la mia mamma....

Marielène si alzò e stette un momento incerta, davanti a lui, a capo chino.

— Io vado.... Elena.... Che mi dici?

— Ebbene, sia! — ella rispose, sollevando la testa.

Allora egli se ne andò ed ella lo accompagnò fino alla porta.

— Io spero che egli venga domani lassù; gli parlerò, ma ad ogni modo, se ti occorresse qualche cosa, mandamelo a dire subito.

Ella sospirò; egli la prese per la vita e la baciò, freddo e triste, come se baciasse una morta. Così rimasero fidanzati.

Prima di tornare sul monte Bruno passò dalla sua padrona di casa e le domandò se era disposta a fargli un favore: un favore di cui le sarebbe stato grato per tutta