Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/163

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XV.

Bruno risalì sul monte al cader della sera, e appena fu sotto le roccie della tanca Moro vide Predu Maria che pareva lo aspettasse.

— Dunque, buona fortuna, Dejana!

— Oh, malanno! Continua dunque la storia? Raccontami!

— Dovresti raccontare tu! Io sentii dire, solamente, che la maestra Saju ti costringerà a sposare Sebastiana. Chi rompe paga!

— Lascia i proverbi! — disse Predu Maria sedendosi su una pietra e battendosi la mano sul ginocchio. — Sono stupido, ma non fino a quel punto. Adesso ti voglio raccontare tutto.

E prese a narrare ogni cosa, con voce triste, come quella sera davanti al focolare di Antonio Maria. Non aveva bevuto questa volta, ma si sentiva ubbriaco di tristezza e di umiliazione, e aveva bisogno di sfogarsi.

— Sono stanco di questa vita, che non è per me! Sono andato da Marielène spinto da un senso di disperazione. Io non sono