Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/164

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sono uomo da far calcoli, ma ho bisogno di aiuto, capisci; ho bisogno di aiuto come uno che sta per cadere e tende la mano....

Egli tendeva la mano davvero; ma Bruno, sedutosi anche lui sulla roccia, coi gomiti sulle ginocchia e il viso fra le mani, pareva non lo ascoltasse neppure.

— E adesso?... — pensava. — Se dico che mi son fidanzato con Marielène egli è capace di saltarmi addosso e strangolarmi....

— Io, al tuo posto, sposerei Sebastiana, — disse dopo alcuni momenti di silenzio.

— Tu scherzi, Bruno!

— Io non scherzo! Io dico che se fossi al tuo posto la sposerei; e quanti mi invidierebbero! Sebastiana è bella ed anche buona: io la conosco da bambina. Quanti anni tu credi che ella abbia? Sedici al massimo; è ancora una bimba. Può esser leggera, sventata, ma di ciò è causa l’età; la sua indole è buona, docile, e si potrà fare di lei una bravissima donna, una moglie fedele e onesta. Tutto sta che ella trovi un buon marito, che la guidi, che la tratti bene, che la renda felice. Ella ha bisogno di sposare un uomo buono e civile, non un contadino, perchè non è una delle solite donnacchere.

— Anche se ella avesse tutte le virtù che tu dici, non mi converrebbe. È troppo