Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/171

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 165 —


— Tu scherzi! — ripetè il Dejana, tentando ancora di alzarsi, come per andar in cerca di Bruno; ma Antonio Maria l’attirò così forte che lo fece cadere di fianco.

— Sta lì, imbecille! Sei davvero un bambino ed io ho pietà di te. Ah, egli dunque non ti ha partecipato la notizia? Eppure quasi tutto il paese lo sa. A mezzogiorno egli è uscito dalla casa di mossiù Perrò; alle due lo speculatore è tornato di campagna, ed ha incontrato, prima di rientrare a casa, la madre di Sebastiana che lo ha informato delle scene accadute ieri. Alle cinque, — vedi come son preciso, e come sono bene informato, — Marielène ha fatto portare un baule in casa di zia Chillina Ghisu, e poco dopo vi è andata anche lei e si è installata nella camera dove Bruno alloggia quando scende in paese.

Predu Maria tremava lievemente.

— Ora capisco! — disse come fra sè. — Egli mi disse che aveva un impegno!

— No, stupido! Egli non aveva impegni; egli non ha pensato a Marielène finchè non glielo hai messo in mente tu con le tue confidenze!

— Non importa! Me ne andrò!

— Dove! A Gerusalemme?