Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/193

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divina. Siccome buona parte della tanca si era salvata, egli pensava che forse non gli avrebbero dato l’altra metà del biglietto, ma non sentiva alcun desiderio di andarla a reclamare. Un cupo abbattimento lo opprimeva. Gli sembrò che le guardie forestali, passandogli accanto, lo guardassero con occhi sospettosi.

Verso mezzogiorno, quando l’incendio era già quasi domato, arrivò lo speculatore, cupo e feroce in viso, e interrogò i lavoranti, urlò e fece una specie d’inchiesta dalla quale però non risultò nulla.

Verso sera Predu Maria ricevette da Lorenzo l’altra metà del biglietto, e andò a nasconderla nel cavo di un albero, proponendosi di partire al più presto possibile. Non sapeva ancora dove sarebbe andato; ma il desiderio di tornarsene al paese natìo, di rimetter su un piccolo negozio e di riabilitarsi almeno agli occhi dei suoi compaesani, tentava la sua vanità. Per non dar sospetti avrebbe atteso qualche tempo, prima di eseguire il suo progetto, e avrebbe cominciato con poco.

Ma già il nuovo rimorso si soprapponeva all’antico; e la notte dopo l’incendio egli si svegliò di soprassalto, sembrandogli di sentire grida spaventose. Si alzò e stette ad ascoltare, ma tutto intorno era silen-