Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/203

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il forestiere. Ecco perchè lui veniva e quando veniva mi mandavano fuori! Te l’hanno fatta, di’, Gerusalè! Ma ora noi la facciamo a loro. Però, senti, se tu non mi regali i bottoni d’oro e il rosario con la croce d’oro e lo stuzzicadenti d’argento, e non mi lasci andare in chiesa col libro di preghiere in mano, non andiamo d’accordo!

Scherzava? Parlava sul serio? Egli non sapeva; la conosceva così poco! Gli sembrava piuttosto ch’ella si beffasse di lui; eppure ricordava le cinquecento lire nascoste sotto la roccia e pensava che avrebbe potuto comprare i bottoni, il rosario, lo stuzzicadenti ed anche il libro di preghiere! A un tratto Sebastiana lasciò l’inferriata ed egli la sentì muoversi e agitarsi nella casetta deserta.

Ella si faceva bella per lui, ed egli sedette sulle pietre della scaletta ed esaminò il luogo dove forse avrebbe passato il resto della sua vita.

La casetta era modesta, ma l’orto aveva un certo valore perchè vicino al Corso. Egli pensò che dopo tutto non era un brutto affare il matrimonio propostogli.

Cadeva la sera; tutto il piccolo orto scintillava e vibrava, illuminato dai riflessi verdi e rossi del crepuscolo e ani-