Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/204

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mato dal canto dei grilli: e ad un tratto lo squillo rapido e quasi allegro che annunziava la benedizione attraversò il silenzio crepuscolare.

Predu Maria Dejana sentì anche il suo cuore tremare e i suoi occhi scintillarono come le foglie della vite.

— Santo, santo, santo è il Signore Dio degli Eserciti: egli manda la sera sulla Terra infocata e benedice anche l’uomo che piange i suoi delitti....

Egli pregava e piangeva.

Sebastiana accese il lume, ed egli, piegato su sè stesso, provò un senso di pace, quasi di gioia. Gli parve d’esser già un marito felice; seduto sullo scalino si riposava dopo una giornata di lavoro, mentre la suocera si attardava in chiesa e la giovine sposa preparava la cena. Chissà, forse avrebbe anche un figlio; ecco, forse il piccolo stava laggiù fra le viti in cerca dei grilli.

Questo sogno fu talmente improvviso e luminoso che egli ne provò quasi sgomento, e si fece il segno della croce come quando il bagliore fulmineo d’un lampo lo spaventava.