Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/215

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devi adorarlo, tuo marito; senza di lui tu saresti finita male!

Ogni volta che sua madre toccava quel tasto Sebastiana diventava seria e pareva si vergognasse e si pentisse del suo passato; non replicò, dunque, ma corrugò le sottili sopracciglia nere e si offuscò in viso.

— Mettiti bene in mente che tu sei ancora giovane, e che il tuo cranio invece di cervello contiene acqua; ma ricordati pure che io son qui, per tua buona sorte, e che ti guiderò come il pastore guida la pecora, col bastone e col vincastro. Che sarebbe avvenuto di te, se non prendevi marito? È stata la mia energia, è stata la mia astuzia che ti hanno salvata. Sono io che ho mandato a vuoto le mire del vecchio astore; sono io che son riuscita ad assicurare la tua felicità. Del resto, una buona madre non deve avere altri intenti, e il mio scopo è solo quello di pensare a te e a tuo marito; ma tu, tu almeno dovresti tacere ed essermi riconoscente....

Sebastiana era abituata a queste prediche e qualche volta non le ascoltava neppure, ma non replicava mai per paura degli schiaffi materni.

Un po’ indolente ella si abbandonava al suo destino, dimenticandosi che aveva sognato di viver bene e di far la signora, e